La Fama e l’Infamia
Posted by Matan on 05 Mar 2009 at 01:32 am | Tagged as: Generale
Non avrei creduto di utilizzare questo spazio per un semplice copincolla dal blog di Beppe Grillo, ma quanto segue mi trova terribilmente, rabbiosamente d’accordo:
Riuscite a immaginare Bruce Sprigsteen, Bob Dylan, Michael Moore, Joan Baez, David Lettermann (NdR: sic) in campagna elettorale per georgedabliubush? Che tacciono sulle armi di distruzione di massa mai trovate in Iraq? Che rimangono indifferenti allo scempio del pianeta e al rifiuto degli accordi di Kyoto voluto dalle lobby del petrolio? Le stesse che hanno finanziato nell’ultimo decennio le presidenze repubblicane.
Lo Star System americano ha voluto Obama e ha subito Bush. In Italia le stelle sono nane, fisse, indifferenti a tutto. Stelle nane che stanno a guardare. Il nostro Star Nano System, come la Fiat, è sempre governativo. Lo stuoino Fazio, il bamboccione Jovanotti, il monnezzaro Pino Daniele, il silenzioso Vasco Rossi, il mammaro Baglioni. Gli attendenti Bonolis e Gerry Scotti. L’ex compagno De Gregori, l’ottimista Pieraccioni. L’Aquila di Arcore Iva Zanicchi. Il Benigni in braccio Mastella per un pugno di euro.
Nessuno che denunci il lodo Alfano, le centrali nucleari, la morte della democrazia parlamentare, il corruttore di Mills, gli inceneritori. Ho invitato alcuni di loro ai V day. Non sono venuti, tranne qualche rara eccezione. Erano impegnati. Se avessero partecipato,addio televisione, produttori, serate, palazzetti, inviti alle feste di partito e pubblicità.
Baudo si dissociò in diretta quando dissi che i socialisti erano dei ladri e conservò il posto di lavoro. Oggi non si dissocia più nessuno, Da chi si dissociano? Dovrebbero dissociarsi da sé stessi. Hanno raggiunto la tranquillità del posto fisso. A Piazza Farnese, a Chiaiano, alla Notte grigio topo di Genova non c’era nessuna stella nana.
L’influenza che esercitano le stelle nane clonate dal Sistema sull’opinione pubblica è enorme in uno Stato televisivo come è ancora l’Italia. Il silenzio d’oro, la parola d’argento e il potere è di piombo. Una cappa di piombo.
Poi, su Youtube, ho trovato questo esilarante monologo di Proietti - con una simbiosi col publico che manco il pesce pagliaccio e la sua anemone…
Se solo questa gigantesca riserva di energia, questa massiccia leva culturale che possono esercitare personaggi come Fiorello, Beningni, Vasco etc… fosse al servizio di ciò che è buono e giusto, almeno potremmo dare del vero filo da torcere. NLon è necessario che i più famosi siano anche i migliori (stamo freschi!) ma solo , foss’anche per una semplice questione di numeri, che qualcuno fra loro decidesse - come nei migliori film di distopia fantascentifica - di distruggere il sistema dal suo interno. E invece sono solo delle incorregibili puttane.
Mi sento oggi di fare un pò il bastian contrario ma senza alcun vezzo ideologico nè tanto meno per il gusto di essere polemico ma per tentare quello che oggi più che ieri sembra una pratica del tutto desueta: un assunzione di responsabilità.
Stimo Beppe Grillo più come artista che non come “uomo politico” in parte sento di condividere la definizione che di Grillo diede Scalfari e che per descrivere nel 2007 il fenomeno del V-day e del “grillismo” parlava in questi termini di che si affidava ad una visione del genere: “Il più vivo desiderio delle masse, cioè dell’individuo ridotto a folla e a massa, è di essere de-responsabilizzato. Vuole questo. Vuole pensare e prendersi cura della propria felicità delegando ad altri il compito di pensare e decidere per tutti. Delega in bianco, semmai con una scadenza. Ma le scadenze, si sa, sono scritte con inchiostri molto leggeri che si cancellano in breve tempo. Il potere, una volta conquistato, ha mille modi per perpetuarsi.”
Il dubbio quindi è questo come dice Grossman sempre citato da Scalfari: “Probabilmente è questa la grande domanda che l’uomo moderno deve porsi: in quale situazione, in quale momento io divento massa?”
Perché le cosiddette “stelle nane” dovrebbero schierarsi contro il sistema ? la domanda non è capziosa né tantomeno retorica; perché dovrebbero avere una posizione netta sul governo e sul suo operato? Perché noi attribuiamo a queste persone (o Grillo gliela attribuisce nel caso di specie) più responsabilità di quella che dovrebbe avere un qualsiasi altro cittadino dello stato italiano?
Io credo profondamente in quello che diceva De Toqueville quando affermava che nessuna personalità per quanto forte e carismatica potrà mai andare contro il senso comune del popolo (oggi diremmo massa probabilmente).
Le stelle sono nane perché gli occhi di chi le guarda sono piccoli, solo questo è il motivo.
Saluti
Caro Sergio,
Trovo molto interessante la tua osservazione sul confine fra individualità e massa. Tuttavia, sento che ci stiamo muovendo su piani diversi tu ed io…tu dici:
“Perché le cosiddette “stelle nane” dovrebbero schierarsi contro il sistema ?(…) Perché noi attribuiamo a queste persone (o Grillo gliela attribuisce nel caso di specie) più responsabilità di quella che dovrebbe avere un qualsiasi altro cittadino dello stato italiano?(…)
Le stelle sono nane perché gli occhi di chi le guarda sono piccoli, solo questo è il motivo.”
Forse dovremmo capire se condividiamo un presupposto: che l’Italia è allo stato attuale, una “Waste Land” (per dirla con T.S. Eliot). Una terra selvaggia, governata dai prepotenti e dai criminali, con uno stato di diritto risibile (per una cosiddetta democrazia) e un imbarbarimento culturale da far rabbrividire.
A questo punto il discorso si semplifica: chi può, DEVE, fare quanto in suo potere per poter salvare faccia e coscienza.
Personaggi come quelli sopraccitati hanno la fortuna di essere molto (in alcuni casi moltissimissimo!) influenti…e la sfortuna di vivere in tempi come questi, in un paese come il nostro.
Non credo che i partigiani da piccoli sognassero di morire sul campo di battaglia…non scegliamo quello che ci accade, solo come reagire.
Più è intensa la miseria che uno è in grado di alleviare, più la responsabilità nell’alleviarla, cresce. Più uno è ricco, più la responsabilità di fare beneficienza aumenta. E Benigni ha un capitale sociale enorme…
Fino a che punto tollereresti il silenzio di chi ha la fortuna di avere la voce grossa? Se uno squadrone di Leghisti, nei giorni del Festival, stesse radunando e fucilando gli omosessuali della Brianza…neanche allora il silenzio di Benigni ti sarebbe sembrato colpevole?
Comunque - il fatto non è che Tizio o Caio tacciano. Come dici anche tu: in fondo nessuno ha più responsabilità individuale di qualsiasi altra persona. Ma come “categoria”, l’Artista (come il Giornalista!) ha approfittato della sua speciale posizione per fare del gran bene, foss’anche solo per ridare dignità ad un popolo.
O le nostre stelle sono Nane, o il nostro universo è molto più grande di quello che vogliono far credere.