Cose che non capisco dell’Italia #124:

Perchè, nonostante 15 (20?50?150?) anni di nefandezze politiche e decine di manifestazioni con centinaia di migliaia di partecipanti non abbiamo - oggi - delle espressioni artistiche che rispecchino tutto ciò?

O meglio - ci sono, ma sono vecchie (nello stile o all’anagrafe) o invisibili. Eppure, tempi come i nostri dovrebbero essere una miniera d’oro per ogni sorta d’artista. Questo “dolore collettivo” permette ad un artista di creare qualcosa che tocchi da vicino un pubblico di sconosciuti che - in quasi ogni altra circostanza - non condivide le stesse gioie e dolori. Insomma, Baglioni non può scrivere un pezzo sulla morte della nonna di ciascuno dei suoi fan, ma potrebbe - con il suo grande acume d’artista - scrivere un pezzo che interpreti l’afflato dei nostri tempi cupi, generando così in tutti noi quel dolore catartico che solo l’Arte sa generare. E’ un esempio eh - Baglioni va appeso per le palle.

Insomma - dove cazzo sta la nostra Blowing in the Wind? Dov’è la nostra questa foto? Dov’è il nostro slogan memorabile?

Sì, qualcuno qualcosa ha fatto. Ma poco, veramente troppo poco…sia nei modi che nei mezzi. E questo, cari mie è un altro indizio del fatto che moriremo tutti.

P.s. Nei prossimi giorni, alcuni “piccoli” esempi di Arte Politica trovati in giro per la rete. Dal romanzo di formazione “Piccole sacche di resistenza crescono”.